fbpx

Cosa sia la luce, per quanto strano possa apparire nel 2015 resta ancora un mistero. Le teorie che sono affermate negli ultimi decenni continuano a confutarsi tra di loro e nessuna ha risolto le contraddizioni delle precedenti. Ma questo ad un fotografo cosa importa? Che un fotografo sappia o meno cosa sia la luce, non importa quanto questo sappia giocarci!

Giocare” è il termine che più si presta all’attività di un fotografo still life, poichè non essendo né un professore di fisica né un architetto, la sua priorità resta quella di essere un artista della luce piuttosto che un filosofo!

Però, per quanta cratività si possa avere, la fotografia osserva certi schemi di base, che per quanto strano possa apparire, si ripetono da sempre, non solo nella fotografia, ma già nelle arti figurative prima della comparsa della prima macchina da presa.

E’ interessante notare come nella pittura come nella fotografia, alcune regole siano rimaste costanti nei secoli. Ma non siamo ad una lezione di storia dell’arte, quindi non vi annoieremo con citazioni di Michelangelo o Raffaello, maestri della luce, ma se vi va, potrete riscontrare non poche similitudini tra la fotografia moderna e quello che già i maestri insegnavano secoli fà!

Perchè è così importante la luce nella fotografia? Perchè lucè è colore!

L’occhio umano percepisce la luce come un unico fascio di colore bianco, ma se scomposta da un prisma otterremo lo spettro completo dei colori esistenti come potete notare, anche senza uno spiccato senso dell’osservazione nell’immagine sottostante!

Seppur lo spettro appartenga idealmente ad un unico fascio, l’essere umano è da sempre impegnato in un attento lavoro di categorizzazione, convinto di inventare qualcosa, ha separato idealmente i colori.

Ma affrontiamo la questione dal punto di vista più interessante, ovvero, cerchiamo di vedere la luce come un fotografo still life! Per tornare alle analogie tra pittura e fotografia un personaggio non proprio inosservato come Wassily Kandinsky direbbe:

Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’Anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’Anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare.”

I fotografi non scelgono a priori i colori da utilizzare o gli accostamenti da fare ( cosa che i pittori possono fare ) ma li trovano sulla scena e devono “semplicemente” immortalarli… o no? Non è così semplice la questione: il fotografo può decidere quali colori includere in una scena: si cambia l’inquadratura o si riprende lo stesso panorama in momenti diversi della giornata. Anche per noi fotografi è dunque utile e spendibile nel nostro ambito avere qualche nozione di teoria dei colori.

I COLORI. Se parliamo di essi nel mondo della fotografia, non possiamo far altro che riferirci al famoso sistema RGB, acronimo che si riferisce alle iniziali dei colori primari in inglese. Red ( Rosso) , Green ( Verde ), Blue ( Blu ).

Questi tre colori vengono definiti primari perché, combinandoli tra loro, si possono ottenere tutti gli altri. Un corso base di fotografia come il nostro deve assolutamente trattare questo argomento, anche se non approfonditamente ( al momento ).

Possiamo suddividere i colori in base alle sensazioni che trasmettono, in caldi e freddi. Sono considerati colori freddi il rosso, il giallo e l’arancione. Sono considerati colori caldi il blu, il verde e il violetto. Starete pensando “cosa? Ma non è il contrario?” secondo le temperature colore la luce di una candela è pari a 2000K quindi fredda, luce bianca è pari a 5560K e quella del cielo blu è pari a 10,000. Pensate ad una fiamma ossidrica, quando viene accesa la fiamma è rossa e quando si riscalda diventa blu.

Possiamo consapevolmente utilizzare i colori solo se supportati dalla LUCE.

I libri di scuola ci hanno insegnato che la luce è la radiazione elettromagnetica corrispondente a determinate lunghezze d’onda, che stimola la retina dell’occhio permettendo la vista. A un fotografo questa definizione forse importa poco… basti solo sapere che il giusto utilizzo di essa è cruciale per un fotografo. Fotografare è scrivere con la luce, dissero. Per scattare in maniera adeguata bisogna avere la giusta quantità/qualità di luce, ma non basta questo. Bisogna anche saperla sfruttare.

Se la escludiamo per un attimo parliamo delle altre onde che attraversano lo spazio: alcune hanno lunghezze d’onda più corte di quelle della luce, altre hanno una lunghezza d’onda maggiore. La serie completa di onde, disposte in ordine di lunghezze d’onda, viene indicata come spettro elettromagnetico. Avvicinandoci alle onde più corte di quelle radio, troviamo la radiazione infrarossa: questa radiazione è invece percepita dall’essere umano sotto forma di calore, così come vengono percepite come “luce” le onde ancora più corte (lo spettro visibile).

Il sensore della nostra amata macchina fotografica riesce a catturare più nm ( unità di misura utilizzata per indicare la lunghezza d’onda della luce visibile e della luce ultravioletta ). Facciamo un esempio molto semplice: quando premiamo il bottone di un telecomando non vediamo nulla ad occhio nudo. Se invece puntiamo la fotocamera in direzione del telecomando, vedremo dei raggi violetti.

Sostanzialmente, conoscere come reagiscono i colori a seconda della luce cui vengono esposti, diventa una questione cruciale per il risultato che vogliamo ottenere. Che siano luci naturali o artificiali, conoscerne le differenze e gli effetti che si ottengono direnzionando una fonte di luce, può fare la differenza tra essere un fotografo della domenica, senza nessuna offesa per gli amatori, ed un fotografo still life professionista!

Per i novizi di questo corso: sappiate che siete invitati ogni settimana a cercare le fotografie di un fotografo di riferimento che vi verrà suggerito e a scegliere quelle che vi colpiscono. In questo modo alla fine del corso avrete la vostra piccola personale collezione, che vi farà capire il tipo di fotografo che siete o che volete diventare.

Il fotografo della settimana è… rullo di tamburi… Richard avedon.