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Nella lezione precedente abbiamo parlato di un argomento molto importante nell’ambito della fotografia, potremmo addirittura dire che sia l’argomento principale: la luce.
Usciamo dalla concezione che della luce possiamo gestire solo il valore dell’esposizione e il punto da cui proviene; la luce può essere gestita anche sotto altri aspetti.
Sappiamo tutti che un soggetto illuminato proietta
ombre, non starò qui a spiegarvi banalità di questo genere, ma sapete che potete gestire le ombre e decidere se il soggetto dovrà proiettarle in maniera netta o no? Bene, andiamo a vedere come diffondere una luce.

La luce si definisce diffusa quando il contrasto,  velocità di passaggio tra luce e ombra, è progessivo e lento; insomma una luce diffusa fa si che il soggetto abbia una luce meno contrastata e che proietti delle ombre morbide e non nette.
Si può diffondere una luce in due diversi modi:
filtrandola o riflettendola su di una superficie con albedo basso (es. pannello di polistirolo, muro bianco), in entrambi i casi la fonte non proietterà luce in maniera diretta sul soggetto.
Una cosa fondamentale che dobbiamo ricordare per quanto riguarda la diffusione della luce è che
essa resterà diffusa solo fino ad una distanza pari al doppio della lunghezza della diagonale del materiale che la filtra o la riflette, cioè?! Che cosa ho detto? Ve lo spiego subito, mettiamo caso di avere un pannello riflettente grande 1.5 x 1.5 metri, la diagonale di questo pannello sarà approssimativamente 2.1 metri e quindi la luce resterà diffusa fino a 4.2 metri di distanza; se il soggetto sarà ad una distanza maggiore di questa, sappiate che il vostro lavoro sulla diffusione della luce sarà stato inutile.

Adesso vi starete chiedendo “perchè fare tutti questi calcoli per scattare una fotografia?” pensavate di aver lasciato la matematica tra i banchi di scuola e di aver iniziato una carriera artistica, dove i numeri sono ben distanti dai vostri interessi, ma se ci diamo tante pene per calcolare fino a che punto la nostra luce resterà diffusa una ragione ci sarà.

Immaginate di avere un progetto da svolgere in una maniera ben precisa, che siate fotografi pubblicitari o amatori dovrete programmare il vostro shooting in maniera meticolosa per raggiungere il risultato che desiderate. Immaginate di voler scattare una fotografia che necessiti dell’utilizzo di un grandangolare e che dobbiate riprendere una grossa porzione di scena alle spalle e di fronte al soggetto, dovete sfruttare la luce solare ma vi serve una luce diffusa. In questo scenario che vi ho appena descritto avrete bisogno di utilizzare un telo che filtri la luce che arriva sul soggetto ma non volete che sia in campo; il pannello dovrà essere posto molto distante dal soggetto per far si che non sia nella vostra scena e quindi dovrete calcolare la distanza a cui dovrete posizionarlo e per non vanificare i vostri sforzi per diffondere la luce solare avrete bisogno di utilizzare un pannello che sia abbastanza grande.

Ora che sapete come diffondere una luce vediamo perchè farlo e quando evitare. Vi riporto alcuni esempi di fotografi pubblicitari, fotografi di still life e ritrattisti che hanno utilizzato in maniera intelligente la luce. Come vi ho già detto la luce è tutto nella fotografia, non solo perchè ci permette di catturare i momenti che vogliamo immortalare ma anche perchè possiamo illuminare la scena in maniera tale da trasmettere allo spettatore le sensazioni ed emozioni che vogliamo. Se voleste ricreare una scena dell’orrore sono sicuro che non utilizzereste delle luci morbide e diffuse ma proiettereste delle ombre ben definite all’interno dello scenario; immaginate l’ombra di una mano che brandisce un coltello che sia completamente diffusa e poco chiara, non farebbe lo stesso effetto no?!

Questo fotografo still life si chiama Marcel Christ e questa è una fotografia commerciale per un ben noto marchio che ritrae una scarpa in un vasetto, come se fosse un ritrovamento archeologico, trasmettendo la sensazione di un oggetto particolarmente vissuto, usurato. secondo voi sarebbe stato lo stesso se tutte le luci fossero state diffuse con ombre morbide?

Provate ad immaginare questa fotografia di Andrzej Dragan con una luce diffusa, non sarebbe la stessa cosa. L’autore ha scelto questa tipologia di luce per ottenere risultati che impressionino lo spettatore grazie all’esaltazione dei tratti del soggetto tramite ombre marcate.

In questa fotografia Sean Archer ha espresso tutta la bellezza e “morbidezza” della modella proprio grazie all’utilizzo di una luce diffusa, le ombre sono presenti e particolarmente incisive si, ma restano comunque morbide.

Adesso che avete imparato come gestire le ombre nelle vostre fotografie potrete creare il vostro advertising, ritratto, fotografia di moda o still life gestendo al meglio la luce. Ricordate sempre che le ombre sono molto importanti in un’immagine perché sono quelle che determinano la percezione delle tre dimensioni e vi permetteranno di ricreare il mood che avete studiato per la vostra immagine.

Per chi non ne fosse a conoscenza al termine di ogni lezione c’è un esercizio per voi: vi dirò il nome di un fotografo famoso e voi dovrete cercare le immagini su un qualsiasi motore di ricerca, farle scorrere velocemente senza soffermarvi su quelle che non vi colpiscono, salvare solo quelle che catturano la vostra attenzione e riporle tutte all’interno di una cartella. Alla fine del corso, dopo svariate lezioni e nomi di fotografi, avrete una collezione di immagini che descriveranno la vostra maniera di vedere il mondo da dietro l’obiettivo, la strada che probabilmente intraprenderete come fotografi, amatori o professionisti che siate, o comunque sarà un modo per capire meglio ciò che vi colpisce.

Il fotografo di riferimento della settimana è… Jeanloup Sieff.